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Diamoci un tono!

Il discorso del Re

Diamoci un tono!

La voce umana è uno degli strumenti più potenti per far arrivare qualsiasi messaggio a chi è in ascolto perché contiene una così ampia gamma di sfumature da permetterci una connessione veloce con le frequenze emotive della platea.
La voce è l’elemento che caratterizza il nostro cosiddetto “linguaggio paraverbale” ed è costituita dal tono, dal volume, dal ritmo, dal timbro e dalle inflessioni.

Per “tono di voce” intendiamo lo stile che caratterizza ciò che diciamo, con sfumature che possono essere percepite in modo diverso da chi ci ascolta e di conseguenza determinare reazioni negative o positive.

Un esempio?
Possiamo pronunciare la frase: «Avrei proprio voglia di una pizza» con un tono entusiasta, se magari siamo in compagnia e vogliamo proporre di andarne a mangiare una; oppure declinarla con un tono malinconico, se vogliamo far capire a chi ci sta intorno che l’idea c’è ma non ci è possibile metterla in pratica.
A fronte delle stesse parole cambia il senso della frase a seconda del tono, influenzato dallo stato d’animo con cui quelle parole vengono filtrate.

Ogni persona modula la propria voce in base al contesto e agli obiettivi che vuole ottenere. Lo facciamo più o meno consapevolmente a seconda dell’impegno che chiediamo alle aree del nostro cervello deputate alla logica, ma la modulazione rimane strettamente collegata allo stato d’animo in cui siamo o che vorremmo far percepire alle persone davanti a noi, tant’è che è stato dato addirittura data una definizione all’incapacità patologica di usare un tono di voce congruente con quanto si sta dicendo: si chiama “parafonìa”.

Il tono di voce va quindi considerato alla stregua di un codice in qualsiasi forma di relazione: dalle dinamiche che possiamo osservare tra due partner a quelle non meno complesse tra un capo e i suoi collaboratori, il tono di voce riveste un peso notevole (e non sempre compreso appieno) in qualsiasi ambito. Politici, manager, imprenditori, sportivi e docenti sanno, o dovrebbero sapere, che sarà il loro tono di voce a far percepire quali emozioni stanno vivendo o vogliono condividere.

Ecco perché, tutte le volte che se ne ha la possibilità, andrebbe osservata la buona pratica di riascoltare un proprio intervento in pubblico (o anche uno dei tanti messaggi vocali che inviamo!). Prendere confidenza con il “come” pronunciamo i costrutti verbali è infatti uno dei modi più efficaci per diventare più consapevoli di sé stessi e del proprio potenziale espressivo quando parliamo in pubblico.

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